I paletti del Fondo Indennizzo Risparmiatori


Tanto tuonò che piovve.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, hanno incontrato in data di oggi 8 aprile 2019 i risparmiatori delle Banche fallite ed in risoluzione (Venete e Centro Nord Italia) per comunicare le intenzioni del Governo al fine di superare la impasse creata dalla Legge di Bilancio con la Istituzione del FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori).

Nel novembre del 2018 il MEF convoca le associazioni di risparmiatori, tra cui anche il Movimento Risparmiatori Traditi di cui sono Segretario, e comunica che con l’art. 38 della bozza di Legge di Bilancio per il 2019 sono previsti i rimborsi per i truffati corrisposti dallo stesso Ministero con il limite dell’accertamento giudiziale della truffa o tramite un arbitrato.

Si aderisce  alle condizioni ed il provvedimento viene licenziato.

La bozza va in discussione in Parlamento, e, dopo aver passato l’esame della Camera, approda al Senato, dove viene cambiata: scompaiono i giudizi e gli arbitrati, viene istituito il c.d. “accesso diretto” , domanda presentata solo producendo documentazione attestante il possesso dei titoli azionari che saranno vagliati da una Commissione ad hoc composta da nove componenti.

Tutto ciò regolamentato da un decreto emesso dal Ministro Tria entro il 31 gennaio 2019.

Nelle more, l’Europa fa pervenire una lettera al Governo Italiano dove mette in evidenza il rischio che così procedendo si possa incappare in una procedura di infrazione dell’UE per violazione della normativa in materia di aiuto di stato.

Mesi di indecisione sule modalità da intraprendere, fino a quando compare sullo scenario la Commissaria Europea alla Concorrenza Vestager, la quale apre ad una possibilità che l’Europa dia il via libera ai rimborsi sul presupposto dell’esistenza di un meccanismo che consenta gli accessi diretti solo per esigenza di giustizia sociale, mentre per gli altri diventa necessaria la dimostrazione della truffa che venga accertata da una decisione terza.

Nasce l’ipotesi “doppio binario”, secondo cui i risparmiatori vengono divisi in due blocchi: da una parte coloro i quali hanno un ISEE entro il limite di € 35.000,00 ed un patrimonio mobiliare entro € 100.000,00; dall’altra, chi supera questi limiti così necessitando di passare attraverso un arbitrato che sancisca il misseling, caso per caso.

La maggioranza delle associazioni di risparmiatori aderiscono a questa ipotesi, rispetto all’indennizzo diretto ed indiscriminato.

La palla passa ora alla politica per l’emissione di un decreto legge che modifichi la norma primaria ed un regolamento che la attui.

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